Vi è mai capitato di osservare le deformazioni su due veicoli entrati “realmente” in collisione e avere dubbi sulla compatibilità?
Vi è mai capitato di dover “dare un peso” a quella deformazione per utilizzarla nel calcolo delle velocità dei veicoli all’impatto?
Osservando un veicolo deformato post urto noi stimiamo l’energia assorbita nella fase di compressione.
Questa energia è la quota dell’energia che il veicolo tratterrà in deformazione più la quota energetica che restituirà.
Il veicolo, all’urto, assorbe una parte di energia (trattenuta in deformazione) e una parte la restituisce perché le strutture parzialmente tendono a “ritornare” nella iniziale configurazione.
Introducendo il concetto di EBS (Equivalent Barrier Speed), quindi, esso mi da due diverse «energie»:
- Una restituita
- Una che rimane permanentemente
Per l’analisi di un sinistro, a noi interessa soltanto la parte energetica che «è rimasta nel veicolo in deformazione», la parte energetica che il veicolo ha restituito, nel bilancio energetico, a noi non interessa perché quella quota figurerà nella velocità post urto.
Da qui l’introduzione del concetto di EES (Energy Equivalent Speed).
N.B.: dal punto di vista pratico parlare di EBS come sommatoria di due quote energetiche (trattenuta + restituita) è superfluo, perché se vado a togliere dalla sommatoria la quota parte di energia restituita essa risulta minore dell’incertezza che ho sul valore della stima.
Quindi, dal punto di vista pratico, è quasi irrilevante, ma dal punto di vista concettuale è bene sapere che non sono la stessa cosa.
L’ EES rappresenta l’energia assorbita in fase di compressione da cui tolgo la quota restituita.
Osservando un veicolo incidentato, l’EES di quel veicolo è la velocità a cui dovrebbe marciare lo stesso veicolo (perciò è espresso in termini di velocità), affinché la sua energia cinetica sia uguale all’energia dissipata nelle deformazioni visibili!
Per capirci: «l’EES è L’EBS SENZA RESTITUZIONE»
Stimare la compatibilità dei danni ai veicoli non è poi così semplice…se poi la stima “ti serve” per un calcolo matematico, il tutto diventa più complesso e delicato.